Il circolo della stanza accanto

«Si comincia con uno spazio bianco. Non dev'essere necessariamente carta o tela, ma secondo me dev'essere bianco. Noi diciamo bianco perché abbiamo bisogno di una parola, ma la definizone giusta è «niente». Il nero è l'assenza della luce, ma il bianco è l'assenza della memoria, il colore del non ricordo. Come ricordiamo di ricordare? È una domanda che mi sono posto spesso dopo Duma Key, spesso nelle ore piccole della notte, perdendo lo sguardo nell'assenza della luce, ricordando amici assenti. Certe volte in quelle ore piccole penso all'orizzonte. Bisogna stabilire l'orizzonte. Bisogna segnare il bianco. Un atto abbastanza semplice, direte, ma ogni atto che rifà il mondo è eroico. O così sono giunto a concludere.» Stephen King

Febbraio 2014

Da “Casalmaggiore” Febbraio 2014

“VIVERE PER RACCONTARLA” … L’AMARCORD AI TEMPI DI INTERNET

 “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla” Gabriel García Márquez

Una delle caratteristiche principali, che reputo fra le più importanti, di questo giornale, è la grande quantità di ricordi che è in grado di risvegliare nei lettori provocando nello stesso tempo buonumore e nostalgia. Rileggiamo e rivediamo testimonianze, parole ed immagini di un tempo passato, importantissimo per Casalmaggiore, spesso dimenticato, ma ancora vivo e pulsante nei cuori dei casalaschi, soprattutto i più anziani. Capita spesso anche a me di soffermarmi a ripensare al tempo passato. Ho trentasette anni ed ho vissuto la Casalmaggiore degli anni ottanta e novanta. Nel mio piccolo, in vent’anni, l’ho vista cambiare radicalmente e, come me, tutta la generazione tra i trenta ed i quaranta. Volti noti che sono scomparsi, altri che hanno lasciato la città, luoghi frequentati che oggi non ci sono più, modi di fare e di trascorrere il tempo libero che oggi a qualcuno possono sembrare addirittura anacronistici. Nell’epoca moderna di Internet, dove la comunicazione diventa globale, ecco che nei social network arriva la “moda” di creare gruppi fatti apposta per i ricordi. “Sei di Casalmaggiore se…” il titolo e sotto si scatenano centinaia di utenti, compreso il sottoscritto, che raccontano a modo loro com’era Casalmaggiore nel recente passato. Tutti più o meno giovani, tutti con qualcosa da ricordare e da riportare, ognuno a modo loro, perché il bello è che lo stesso ricordo viene riferito più e più volte con parole diverse e reso in maniera sempre differente, a dimostrare come le persone vivano emozioni uniche, mai ripetitive e mai scontate nel percepire la vita e la realtà che le circonda. Non ci si annoia leggendo e rileggendo i messaggi che gli utenti consegnano alla Rete e si riscoprono cose che forse avevamo accantonato in un angolino remoto del nostro cervello ma che, riaffiorando, in realtà ci fanno scoprire di essere legati a doppio filo con i nostri concittadini, molto più di quanto sembri. Si va oltre la politica (per ora e per fortuna), oltre le appartenenze ed i campanilismi (escluso forse il noto dualismo Borgo-Duomo) e ci si tuffa in un mondo che non c’è più ma che, grazie ai ricordi, risulta ancora oggi straordinariamente vivo e vibrante. Si ritrovano esercizi commerciali divenuti mitici come il panificio Ressi in piazza vecchia o quello di Tortella in via Baldesio con le squisite biove; i fruttivendoli Osvaldo di via Favagrossa e Bruno Guarneri, con il suo inossidabile Fiat 850 verde, all’inizio di via Cairoli; la macelleria di Brando Noeri di fronte alla vecchia Coop, con le sue appetitose svizzere e le famose cervelline che un tempo venivano spesso “propinate” ai bambini; ritroviamo i cinema della città: Zenith, con l’omonimo bar a fianco, Astoria e Don Bosco. Visto che grande appassionato di musica ho ricordato con piacere i vari negozi che c’erano: Hotel California sotto la galleria, il favoloso Finardi dove mi sono costruito quasi tutta la discografia in vinile prima ed in cassetta poi, ed ancora il Music Time in via Baldesio… I negozi di giocattoli della signora Todeschini in via Cairoli e quello di Anversa in via Matteotti; tornano in mente anche le pizzerie più amate per le cene di classe: il Covone ed il Bersagliere… Scorrendo i messaggi si trovano tantissimi riferimenti ad attività oggi scomparse ma che erano amatissime da noi giovani casalaschi. Ricordo con affetto il salone del signor Berto, il barbiere che era all’angolo tra via Pozzi e via Porzio, o la Casa della Gomma dove più o meno tutti quelli della mia età sono passati a far gonfiare il pallone; il negozio Arcobaleno in piazza Garibaldi e tantissimi altri. E poi ancora i ricordi degli oratori con parroci (Don Paolo Antonini e Mons. Brioni su tutti) e vicari mai dimenticati come Don Marco, Don Sandro e Don Alfredo: le battaglie a colpi di gavettoni, i derby di calcio fra Borgo e Duomo, le giornate a giocare a ciapanò e tresette mangiando i leggendari misti da mille al bar dove le caramelle alla liquirizia costavano solo dieci lire. In tema di calcio, viene in mente ovviamente il vecchio campo sportivo di via Corsica con le innumerevoli partite della Casalese lì disputate e le numerose feste realizzate al suo interno. Andando indietro nel tempo, si leggono tanti accenni anche agli appuntamenti musicali con artisti che erano, o che poi sono diventati, dei veri e propri mostri sacri: i Ramones, Jimmy Sommerville e i Communards, Joe Cocker, Pino Daniele, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Francesco Guccini. E come non ricordare i vari “personaggi” casalaschi? La Pierina dal cartòn, al Papèn, Quattrini, i Puffi, Vulcano… Ci si ricorda delle elementari di via Vaghi con il maestro Giovanni Dall’Asta (un Perboni del libro Cuore in salsa casalasca, severo ma dal cuore d’oro); Walter Broglia, lo storico bidello, anche lui burbero ma alla fine buono come il pane; l’asilo della Provvidenza con suor Piera, suor Lina, suor Pierina, suor Giovannina e la Gianna che ha preparato pranzetti gustosi ai bambini di mezza città. C’è spazio per tutti tra il serio ed il faceto. Rispetto ed affetto per il ricordo di Rossano Visioli, del Prof. Frank Micolo, degli ex sindaci Rotelli ed Orioli, ricordati sempre con il sorriso e con profonda stima. In ogni caso, non solo figure rilevanti ma gente comune come tutti noi. Potrei proseguire all’infinito tanti sono gli episodi, le persone e gli aneddoti che vorrei citare e che ho riscoperto e su cui si potrebbe scrivere un libro… E’ davvero un fiume in piena questa carrellata e come un’ondata mi ha travolto l’emozione. Mentre scrivo, il gruppo si è allargato a oltre settecento membri e promette di continuare a crescere, tanto che già qualcuno pensa di allestire una giornata dedicata all’orgoglio casalasco nel prossimo futuro: iniziativa che mi piace perché sarebbe bello trovarsi tutti a “fà filòs” e confrontarsi su questo abbondante bagaglio di cultura popolare locale. Casalmaggiore è anche questo: per quanti difetti possano avere i casalaschi, ancora una volta si dimostra il loro buon cuore. Le cose buone forse passeranno fisicamente ma continueranno a contribuire a costruire ciò che dovremmo sempre ambire ad essere: persone migliori verso noi stessi e verso i nostri concittadini. In questo modo, ed insieme, potremo trasmettere il vero senso di comunità, che ci ha sempre contraddistinto anche ai nuovi casalaschi, raccontando ai nostri figli tutte queste cose (persino le goliardate, perché no?) affinchè possano imparare a tenere viva la memoria. Come ho già avuto modo di scrivere da qualche parte a proposito delle tradizioni, dobbiamo sapere da dove veniamo se vogliamo capire dove vogliamo andare. Dobbiamo rispettare ciò che eravamo se vogliamo chiedere rispetto per la nostra e per le future generazioni. Quando tutti capiremo ciò, avremo risolto tre quarti dei nostri problemi.

Marco Vallari
Presidente Pro Loco Casalmaggiore

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