Il circolo della stanza accanto

«Si comincia con uno spazio bianco. Non dev'essere necessariamente carta o tela, ma secondo me dev'essere bianco. Noi diciamo bianco perché abbiamo bisogno di una parola, ma la definizone giusta è «niente». Il nero è l'assenza della luce, ma il bianco è l'assenza della memoria, il colore del non ricordo. Come ricordiamo di ricordare? È una domanda che mi sono posto spesso dopo Duma Key, spesso nelle ore piccole della notte, perdendo lo sguardo nell'assenza della luce, ricordando amici assenti. Certe volte in quelle ore piccole penso all'orizzonte. Bisogna stabilire l'orizzonte. Bisogna segnare il bianco. Un atto abbastanza semplice, direte, ma ogni atto che rifà il mondo è eroico. O così sono giunto a concludere.» Stephen King

Febbraio 2015

IL MIO RICORDO DI GIUSEPPE RAINERI: UN UOMO… SEMPLICEMENTE

“La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità”(Charles Bukowski 1920-1994 poeta e scrittore statunitense)

Cari soci ed amici, quest’ultimo è stato un periodo molto triste. Tanti figli illustri di Casalmaggiore ci hanno lasciato. Personaggi che, ognuno nel proprio ruolo, hanno contribuito a rendere migliore la nostra città. Ricordiamo Bruno Abelli, storico gestore del Bar Trieste; Mario Ganzi, ex dipendente comunale, assai conosciuto ed attivissimo nel volontariato con Santa Federici e Ambulanza Avis;  l’Ing. Enrico Cirani, autentico gigante della cultura locale (a lui si deve, per esempio, il corposo e certosino lavoro di riordino dell’archivio parrocchiale di Santo Stefano); Giuseppe Zaffanella, punto di riferimento per il mondo sportivo casalasco. Fra tutti questi pilastri della comunità casalese, voglio in particolar modo ricordarne uno che ho avuto modo di conoscere bene negli anni della mia adolescenza e che ha lasciato nel sottoscritto una traccia indelebile. Se n’è andato infatti anche il buon Giuseppe Raineri, per tutti Giusepòn, figura caratteristica per Casalmaggiore, artista eclettico, ottimo tenore. Una persona di rara umanità e generosità. Ai tempi della “Corrida” di Corrado creava le sue opere d’arte nella cascina di mio nonno a Vicobellignano e ci si vedeva tutti i giorni. Avevo più o meno quattordici anni e trascorrevo le lunghe ed afose giornate estive in campagna fra partite di pallone con alcuni amici e passeggiate a cavallo. Poi arrivò lui, si sistemò in uno stanzone con l’attrezzatura ed iniziò a lavorare invitandomi ad andare a vedere quello che stava dipingendo. Arrivava in sella alla sua fedele bicicletta e si fermava tutti i giorni fino a tarda sera. Mentre dipingeva cantava e parlava moltissimo. Mi raccontava nei minimi dettagli cosa stava facendo e perchè lo stava facendo con dovizia di particolari ricorrendo a moltissimi aneddoti. Mi spiegava il perchè quasi di ogni singola pennellata. In quel periodo era piacevolmente “ossessionato” dal fiume Po, ma quale artista in fondo resterebbe indifferente di fronte alla maestosità del grande fiume, ai suoi colori, alla sua natura? Molto tempo lo trascorreva a preparare le tele. Le sabbiava con la sabbia delle nostre rive: diceva che rendeva meglio il colore, che fissava bene l’immagine. Curava la preparazione dei materiali con una precisione incredibile. Mi regalò tante attrezzature con cui esercitarmi ma personalmente non sono mai stato portato per l’arte. Qualcosa però Giuseppone me l’ha trasmesso durante quei lunghi pomeriggi trascorsi in compagnia: la passione per la nostra terra, per Casalmaggiore e la sua gente, con tutti i pregi e tutti i difetti. Una passione forte e genuina. L’orgoglio con cui raccontava le sue opere era l’orgoglio di un vero maggiorino. E possedeva la simpatia trascinante di un uomo semplice che più semplice non si può.  Come disse lo scrittore Charles Dudley Warner, contemporaneo di Mark Twain: “semplicità è fare il viaggio di questa vita con solo il bagaglio necessario”. E Giuseppone seguiva proprio questa regola. Mancherà a Casalmaggiore un personaggio come lui e noi non possiamo fare altro che augurargli un sereno riposo ovunque egli sia, immaginandolo magari in sella alla sua bicicletta mentre girovaga per il Paradiso cercando qualche altro soggetto da ritrarre, mostrando a cherubini e serafini la testa del chiodo su cui aveva scolpito il volto di Garibaldi. La scultura più piccola del mondo creata da un uomo con un cuore grande così. Ciao Giuseppe.

 Marco Vallari

Presidente Pro Loco Casalmaggiore

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