Il circolo della stanza accanto

«Si comincia con uno spazio bianco. Non dev'essere necessariamente carta o tela, ma secondo me dev'essere bianco. Noi diciamo bianco perché abbiamo bisogno di una parola, ma la definizone giusta è «niente». Il nero è l'assenza della luce, ma il bianco è l'assenza della memoria, il colore del non ricordo. Come ricordiamo di ricordare? È una domanda che mi sono posto spesso dopo Duma Key, spesso nelle ore piccole della notte, perdendo lo sguardo nell'assenza della luce, ricordando amici assenti. Certe volte in quelle ore piccole penso all'orizzonte. Bisogna stabilire l'orizzonte. Bisogna segnare il bianco. Un atto abbastanza semplice, direte, ma ogni atto che rifà il mondo è eroico. O così sono giunto a concludere.» Stephen King

Dicembre 2016

IL 25 DICEMBRE E’ UN BUON GIORNO PER INDIGNARSI*

“Abbiamo due tipi di morale fianco a fianco: una che predichiamo, ma non pratichiamo, e un’altra che pratichiamo, ma di rado predichiamo” (Bertrand Russell 1872 – 1970 filosofo, matematico e saggista gallese.)

Cari soci ed amici, è di nuovo Natale. Si accendono le mille luci della festa e in ogni angolo della città sono sbocciate fior di decorazioni; dappertutto la gente è indaffarata a far compere per i vari regali e si scambia auguri mentre le campane delle Chiese suonano a festa la fine dell’Avvento in attesa della notte santa. In questo periodo tutti dicono di sentirsi più buoni, tutti dovrebbero essere più buoni e spesso si sentono davvero tali. La domanda che mi pongo guardando l’animazione di tale periodo solenne è la seguente: nel resto dell’anno, quanto dei buoni sentimenti natalizi rimane nel cuore delle persone? Per la verità me la pongo tutti gli anni ma stavolta non riesco a tenermela dentro. Se andiamo a ripercorrere con la memoria anche solo l’ultimo anno passato la risposta è: meno di niente. La società “cosiddetta” civile sta vivendo un declino inarrestabile e lo dico con tutto il pessimismo possibile. La supremazia dell’individualità rispetto alla collettività sta minando le basi del rispetto reciproco, della solidarietà, della pacifica convivenza. L’essere umano non ha più vergogna né pudore: picchia, sevizia, ammazza indiscriminatamente uomini, donne e bambini ogni santo giorno, trecentosessantacinque giorni l’anno. Il quadro è desolante: maestre che maltrattano inermi bambini di pochi anni di età, giovani che vessano anziani non autosufficienti, pirati della strada che investono la gente e scappano, tentativi di truffa o di raggiro ai danni delle fasce deboli della società e così via, fino a quell’aberrante, vergognoso, disgustoso gesto (non so veramente come definirlo) compiuto dai “cosiddetti” cittadini di Gorino, nel Ferrarese, che hanno scacciato dodici donne ed otto bambini per “fermare l’invasione” in nome di una falsa paura creata ad arte per tornaconti elettorali. La realtà è che al giorno d’oggi c’è un tale sentimento di astio nei confronti dell’altro che è del tutto inconciliabile sicuramente con la cultura cristiana ma anche con i valori democratici di solidarietà propri di uno Stato laico. E’ sorto un odio intollerabile verso chi viene percepito come diverso e che diverso assolutamente non è, ancora più intollerabile se questo odio è cavalcato dalle stesse persone che poi vanno a messa la domenica e si riempiono la bocca di lodi al Signore, costretto proprio lui stesso a nascere in una stalla da una madre rifiutata da tutti. Queste persone sono le stesse che offrono il segno di pace al vicino di banco e poi costruiscono le barricate coi bancali per impedire a donne e bambini in fuga miseria e guerra di ricevere asilo ed assistenza. Tale odio è ingiustificabile e grida vendetta al cospetto della Storia, quella del popolo italiano, emigrante per sopravvivere alle precarie condizioni di vita ed alle guerre mondiali, un popolo che dall’Ottocento ha esportato tipiche eccellenze italiane fra cui spaghetti, pizza e… mafia, un popolo che è stato vessato, discriminato, ghettizzato ed infine anche respinto ma che, dove è riuscito a penetrare e ad insediarsi, ha profondamente contaminato la cultura delle nazioni in cui è arrivato dopo avere abbandonato l’Italia. Ma di questo ci siamo dimenticati, da questo abbiamo dimostrato di non aver imparato nulla. E a poco servono i dati reali, quelli che sfatano i luoghi comuni, se non li sappiamo leggere, se non li accettiamo, se non li consideriamo perché non vengono urlati dall’indignato di turno come oggi piace alla gente. Sì, sono decisamente demoralizzato. Abbiamo preso una rotta che ci porterà inesorabilmente alla dissoluzione totale e non riesco proprio a vedere un modo per uscirne fuori. Di solito il Natale mi infonde buon umore ma questa volta no: questa volta sono convinto che, se non ci si mette sul serio tutti nuovamente ad utilizzare il cervello nell’affrontare la quotidianità, non avremo scampo e finiremo sbriciolati da sentimenti negativi quali la violenza, la cattiveria, l’egoismo. Una cosa però la si può fare fin da subito: che si smetta di essere ipocriti, anche qui a Casalmaggiore, che non è completamente immune dal decadimento morale e culturale ovunque in corso. Buon Natale a tutti nonostante tutto, con l’augurio che sia un tempo di sincera e profonda riflessione per ciascuno di noi e che non si esaurisca come al solito una volta conclusa la festa. (* Il titolo dell’articolo riprende una campagna informativa natalizia di UNICEF N.d.A.).

Marco Vallari