Il circolo della stanza accanto

«Si comincia con uno spazio bianco. Non dev'essere necessariamente carta o tela, ma secondo me dev'essere bianco. Noi diciamo bianco perché abbiamo bisogno di una parola, ma la definizone giusta è «niente». Il nero è l'assenza della luce, ma il bianco è l'assenza della memoria, il colore del non ricordo. Come ricordiamo di ricordare? È una domanda che mi sono posto spesso dopo Duma Key, spesso nelle ore piccole della notte, perdendo lo sguardo nell'assenza della luce, ricordando amici assenti. Certe volte in quelle ore piccole penso all'orizzonte. Bisogna stabilire l'orizzonte. Bisogna segnare il bianco. Un atto abbastanza semplice, direte, ma ogni atto che rifà il mondo è eroico. O così sono giunto a concludere.» Stephen King

Giugno 2016

LUCI DELLA RIBALTA PER UNA CITTA’ DA VIVERE

“Città s’addimanda  una radunanza d’uomini per vivere insieme felicemente.  E grandezza di città si chiama non lo spazio del sito o il giro delle mura ma la fortuna degli abitanti e la potenza loro” Giovanni Botero  presbitero, scrittore e filosofo italiano, autore del trattato Della ragion di stato (1589).

Cari soci ed amici, è già passato un po’ di tempo ma ogni volta che passo nel mio studio e vedo quella sciarpa rosa appesa al muro, proprio di fianco al calendario della VBC Pomì, ancora mi emoziono. E’ una sciarpa particolare, qui da noi forse c’è solo questo esemplare o pochissimi altri. Si tratta di un regalo che ho ricevuto da un caro amico bergamasco, Davide, la cui famiglia è originaria di Casalmaggiore. Lui, nato e cresciuto a Levate, piccolo Comune a pochi chilometri dal capoluogo orobico, si è avvicinato alla nostra città quasi per caso quando, anni fa, complice Facebook, siamo entrati casualmente in contatto. Abbiamo tante cose in comune, dalla passione per la politica a quella per lo sport, in particolare il volley, fino a scoprire che i nostri padri qualche decennio fa sono stati colleghi in ferrovia. Da quando ci siamo conosciuti, frequenti sono stati i suoi viaggi dalle nostre parti, per riappropriarsi delle proprie origini ed imparare ad amare la nostra terra come un vero casalasco. Appassionato di sport da sempre, in uno di questi viaggi ha conosciuto la VBC e da allora se ne è innamorato. Come tutti noi del resto. Davide ha iniziato a seguire la squadra in casa ed in trasferta con una grinta fuori dal comune. Non c’è giocatrice che non abbia conosciuto negli ultimi anni e si è fatto apprezzare da tutto lo staff Pomì, compresi dirigenti e tecnici. Dedico a lui, casalasco d’adozione, questo pezzo perché credo che il fenomeno Pomì abbia regalato ai cittadini di Casalmaggiore e non solo, un impulso di unità senza precedenti. Un sentimento che da qualche anno si è via via affievolito, vittima di tanti fattori: la crisi, il ricambio generazionale e nella popolazione, la progressiva perdita di tradizioni e valori legati alla nostra terra. E se il fenomeno Pomì è riuscito a contagiare una famiglia bergamasca, pur originaria delle nostre parti, credo che tale spirito sia estremamente genuino e vada continuamente perseguito e coltivato, estendendolo dall’ambito sportivo a tutto quanto ruota attorno alla dimensione civica e sociale della città e delle sue frazioni. Non dimentichiamoci che, grazie alle recenti attività della Pro Loco in collaborazione con istituzioni ed associazioni locali, il nome di Casalmaggiore si è notevolmente elevato a livello nazionale ed internazionale. Dal rosa Pomì con innumerevoli articoli pubblicati da quasi tutte le testate giornalistiche più importanti anche internazionali alle frequenti apparizioni televisive sui canali nazionali, sportivi e non; dal rosso Ducati che ha portato in città un centinaio di motociclisti provenienti da tutto lo Stivale al fenomeno “Città dei Bambini” che con i vari progetti dedicati all’infanzia, alla viabilità sostenibile ed ai negozi di vicinato continua a mietere consensi da parte di esperti e dei Media e che nel primo weekend di Maggio ha realizzato un evento senza precedenti in Italia. Tutte novità che amplificano il nome di Casalmaggiore nel panorama turistico, sportivo e culturale nazionale ma che si affiancano agli eventi già collaudati come Casalmaggiore Contemporanea, la Sagra del Cotechino e Blisgòn, la Festa della Zucca, l’inossidabile International Festival che da anni ormai ci accompagna sui manifesti di tutte le più importanti rassegne musicali mondiali. Anche il nostro sito Casalmaggiore Turismo, ormai vicino al compimento del secondo anno di vita, riscuote sempre maggiori consensi e riceve migliaia e migliaia di clic in costante aumento ogni mese. Sulla homepage campeggia il motto che da anni è stato fatto proprio dalla Pro Loco: Casalmaggiore città da vivere. Credo che quanto fatto da più parti, ovviamente non solo dalla nostra associazione, particolarmente in quest’ultimo anno sia la dimostrazione che è un motto quanto mai azzeccato. Per questo non smetterò mai di esortare chiunque a conoscere, apprezzare e vivere la nostra città giorno dopo giorno: le occasioni non mancano. Viviamola con passione, partecipiamo alle iniziative, sosteniamo i concittadini che ogni giorno lavorano instancabilmente a titolo gratuito, ma anche quelli che lo fanno per mestiere, con il nobile fine di renderla unica ed inimitabile. Curiamola sempre con la diligenza dei padri di famiglia, lasciamola in eredità ai nostri figli con orgoglio educandoli al rispetto per essa e per le nostre tradizioni. Se agli eventi concreti aggiungiamo questi ultimi indispensabili ingredienti allora gli sforzi non saranno vani e Casalmaggiore sarà davvero “una città da vivere”.

Marco Vallari