Elezioni in Pro Loco, una piccola riflessione. Sei anni fa iniziò una piccola rivoluzione (o evoluzione se preferite) che ha portato due giovani alla guida dell’associazione negli ultimi due mandati consecutivi, oltre all’ingresso, tra consiglio di amministrazione e attività varie, di diversi nuovi volontari. La città ha chiesto ed ottenuto un rinnovamento doveroso che ha contribuito ad espandere in modo esponenziale il prestigio della Pro Loco e la sua area di azione e influenza. I giovani nelle posizioni chiave (Cinzia, Giangiacomo e Vanessa in primis) hanno dato forma a nuove idee, i volontari storici insieme a loro (l’inossidabile Licinio Valenti in testa) hanno tradotto in concreto queste idee. È stato intrapreso un percorso ancora in divenire per il quale serve continuità nella linea di fondo. È necessario che i giovani attivi in questi ultimi anni siedano se possibile, ancora in Consiglio, indipendentemente da chi poi effettivamente ricoprirà il ruolo di Presidente. Altrettanto importante è che se ne aggiungano di nuovi in particolare fra quelli distintisi negli ultimi anni, ma a mio parere il tema centrale è un altro, pur strettamente legato a quanto sopra. Avere dei giovani in associazione comporta inevitabilmente anche dei problemi. I giovani hanno fisiologicamente meno tempo da dedicare alla vita associativa, io stesso lo provo sulla mia pelle. Essi hanno professioni impegnative, studiano, hanno famiglia e bambini piccoli, hanno molteplicità di interessi ed è innegabile la difficoltà per loro nel dover gestire un ente complesso come il nostro. Una grossa Pro Loco richiede presenza quasi costante e la collaborazione attiva di tutti i consiglieri e volontari, sia in ufficio a sbrigare le carte, sia sul campo a spostare sedie e tavoli o servire la torta fritta. È in questa fase che serve rinnovamento non solo anagrafico. Quello che serve oggi è l’ingresso di uno o più pensionati “giovani”, magari in grado di usare un computer, che possano essere assidui nella frequentazione della sede e che abbiano ovviamente tempo libero da dedicare all’associazione. Questi, affiancati dai giovani e da chi vive la Pro Loco da sempre, potranno farla funzionare non solo sulla carta ma anche concretamente e potranno chiudere il cerchio. Ecco a mio parere la vera sfida: saper rinnovare non deve dipendere solo dalla data di nascita ma dalla valutazione seria ed obiettiva di ciò di cui si ha bisogno in un determinato contesto. Il rinnovamento non è ancora finito. Ai soci l’invito a partecipare di più ed il compito nella prossima assemblea di individuare le persone più adatte per il bene della città e per mantenere alta la qualità delle iniziative a cui da sempre la Pro Loco ci ha abituati. Il tutto senza dimenticare ovviamente che la Pro Loco non è un’agenzia di spettacolo ma un’associazione che promuove la cultura del territorio, delle tradizioni e delle peculiarità locali.

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