Due settimane senza Facebook e mi sento molto meglio. La disattivazione del profilo mi è costata circa seicento contatti, l’ho chiuso che ne avevo milletrecento, al rientro sono circa settecento e rotti. Puff, sono svaniti nel nulla ma controllando ho notato che quelli più importanti sono rimasti. Gli amici dei Martelli d’Italia, i cugini francesi di Guilherand Granges e di Menton, i bikers del Popolo Rosso e quelli di Casalmaggiore insieme a tantissime amicizie vere. Sono rientrato per seguire le gesta del coro Joy Voices in terra d’oltralpe ed ho notato che non avendo questo dannatissimo Social network, contatti che prima erano quasi quotidiani con gente lontana ora si sono diradati fin quasi a scomparire. Questa è l’unica cosa che mi manca veramente di Facebook. Più immediato ed user friendly di altre piattaforme, più diretto, più veloce. Ho deciso di lasciarlo attivo ma di ripulire la timeline in modo certosino per non dover più assistere a porcate tipo fascismi isterici, razzismi da quattro soldi e sciacallaggi come quello di Libero che mi fece sbottare due settimane fa. Vediamo come va. Proviamo a seguire il consiglio di chi mi ha chiesto di ritornare. Mi scuso con chi è stato cancellato d’ufficio durante la mia assenza, non mi scuso con chi eliminerò dai contatti per evitare travasi di bile. Beh che dire… Eccomi, ci sono rientrato … Mi dovete una birra eh eh eh!

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