Sto guardando giocare i miei figli. Eugenio e Teresa. Tre anni e mezzo il primo, due anni appena compiuti la seconda. Li guardo ridere, abbracciarsi, ogni tanto litigare per il giocattolo del momento. Penso che siano molto fortunati e con la mente non posso non andare a rivedere la foto del bimbo morto sulla spiaggia. E mi assale la tristezza che poi si trasforma in rabbia verso un mondo bastardo che permette queste cose e verso tutta la manica di coglioni che sparano merda ogni santo giorno contro i profughi mentre stanno comodamente seduti nelle loro poltrone col Tablet in mano. E se molti di quelli che sono qui fanno i delinquenti è perché siamo noi italiani i primi incapaci a non rispettare e a far rispettare la legge. Fate rombare pure le vostre ruspe, sperando che un giorno non siano altri ad invocarle contro di noi perché la vita è una ruota che gira. 

«Nessuno può sentirsi del tutto innocente: quando il male arriva è perché gli onesti dormono […] Male e bene non hanno colore, non sono bianchi o neri, stanno nel cuore dell’uomo, di qualunque razza sia» (Calogero Peri, Arcivescovo di Caltagirone)

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