photo1La fiera di Piazza Spagna è una tradizione che affonda proprie le radici in un lontano passato. Intervistando i più anziani concittadini, apprendiamo che, come oggi, già dall’ottocento la Fiera di Piazza Spagna si svolgeva dopo la mietitura , e cioè nel periodo tra la fine del mese di giugno e la prima decade di Luglio, quando iniziavano a maturare le angurie. Si differenziava da quella novembrina di S. Carlo perchè non era una fiera mercato: era dedicata esclusivamente al divertimento. In una società prevalentemente agricola, questa manifestazione di richiamo era sostanzialmente una gioiosa pausa dopo il primo raccolto.


teatro_viaggianteFino agli anni ’30, quando ancora non erano stati demoliti gli Archi Trionfali, il quartiere in cui si svolgeva la Fiera interessava le attuali Piazza Marini, Via Formis e Via Romani, il cui incrocio era denominato Piazza Spagna.  Bancarelle modeste (poco più che carrettini), esposte lungo la via fino alla chiesa di S.Sebastiano, vendevano oltre ai tradizionali dolci, anche fette d’anguria e sciroppose granite grattugiate a mano al momento da sbarre di ghiaccio. Immancabile era il banchetto dei subiòi, ocarine fatte di terracotta a forma di uccellino o di pulcino con alcuni fori per il passaggio dell’aria. Nei pressi del “Fabbricone” era fabbriconeallestita una balera. I “Cantoni”, famoso gruppo parmense ospite anche della fiera di S.Carlo, per molti anni ha animato le serate di Piazza Spagna. Negli anni ’20-’30 arrivò il tango. Altri balli improvvisati e meno “scandalosi” erano a “Saltarello”, come “Al Bal di tri gobb”, “Al Bal dal basen”, “Al Bal dal Spec”. Questa la fiera di Piazza Spagna dei tempi passati.


fuochi_artificioEssa ora si svolge tra il Lido Po di Casalmaggiore e la Piazza Garibaldi, luoghi ospitanti rispettivamente giostre da una parte, concerti o grandi eventi dall’altra. Ogni anno il programma è ricco di manifestazioni sempre diverse e per ogni tipo di pubblico. Si va dalla prosa alla danza, dal teatro comico a quello impegnato. Non mancano i grandi nomi di richiamo nazionale ed internazionale a calcare il palcoscenico della Fiera. Tradizione vuole che la Pro Loco organizzi il famoso “incendio del grande fiume”, con centinaia di lumini che vengono fatti trasportare dalla corrente lungo il corso del Po ed un grandioso e coreografico spettacolo pirotecnico per chiudere in bellezza la più importante ed attesa manifestazione estiva della città e per il quale ogni anno accorrono migliaia di persone.

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