“Al sabat par al marcà, la dumènica par al paisan, al lunedé par i magiuren e al martadé par toti” Detto popolare

Nella prima decade di Novembre si svolge a Casalmaggiore la fiera di San Carlo, santo patrono della città. Curato dalla Pro Loco Casalmaggiore è da sempre considerato il più importante evento casalasco dell’anno, il momento di maggior affluenza turistica. Nata secondo tradizione come fiera essenzialmente agricola, del bestiame e di scambio , nel tempo ha modificato il proprio modo di proporsi, incentrandosi maggiormente sul divertimento. Testimonianze d’inizio Novecento ne parlano come momento dell’anno che tutti attendevano con trepidazione, certamente per gli affari, ma non solo. Già allora per grandi e piccini del casalasco, la fiera era anche ottima occasione di svago e fenomeno di costume. Le giostre prendevano posto in Piazza Garibaldi, mentre il Circo si collocava in Piazza Vecchia , ora Piazza Turati Le vie che s’irraggiano dal centro erano occupate da bancarelle a mercato o venivano letteralmente invase da trattori, mezzi agricoli, utensileria ed esposizioni varie. Lo scambio economico e sociale, dunque, durante la fiera di S.Carlo invadeva tutto il centro città, con gente e schiamazzi, risate e contratti. Unici impedimenti come sempre le piene del Po, che limitavano l’afflusso dal parmigiano. Già tra le due guerre, come raccontava il concittadino Ezio Capelli, la fiera assunse a grandi linee il medesimo carattere odierno. Piazza Garibaldi era infatti invasa da gente festante per l’arrivo della giostra dei cavalli, per gli spettacolari “numeri” di bravura di motociclisti spericolati, per le “montagne russe”, per le curiosità come la donna cannone o semplicemente per le bancarelle dove acquistar dolci o vestiti per l’anno venturo. Contemporaneamente il Teatro Sociale era “occupato” dall’opera. Verdi, Stradivari, Rossini, erano gli autori maggiormente eseguiti dal coro casalasco accompagnato dall’orchestra. Nella zona dell’Arco di Trionfo in via Baldesio era allestita una sorta di balera in cui gruppi della zona come i fratelli parmensi “Cantoni” eseguivano il proprio repertorio e chi vi s’incontrava ballava fin a tarda ora. La fiera presenta gli stessi ingredienti con piccole ma significative modifiche. Per esempio ora il Circo in Piazza Turati è stato sostituito da un ospite più moderno: un’amplissima galleria a cielo aperto degli ultimi modelli di automobili. Un “motor show” in piccolo offerto dalle principali concessionarie della zona. Le vie di Casalmaggiore, andando verso S.Stefano sono dedicate secondo tradizione all’attività agricola, con mezzi decisamente più “ingombranti” che in passato… Da sedici anni inoltre la Pro Loco ha lanciato la “Sagra del Cotechino”, occasione eccezionale per gustare piatti tipici della tradizione casalasca e pre-natalizia, cucinati con la cura delle “nostre” donne . Questa ed altre attività sono promosse dalla nostra associazione durante la fiera novembrina, fenomeno d’incontro e di costume che ogni anno torna essenzialmente uguale, ma ricco di piccole modifiche che ne rinnovano l’interesse.

(Dal sito della Pro Loco di Casalmaggiore)

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