Ricevo e divulgo volentieri un bel documento degli “Amici del dialogo”:

Il riordino dell’assetto territoriale della Lombardia porterà grandi novità. L’aggregazione tra le Province che non raggiungono i requisiti stabiliti dalla legge è un evento di portata storica per le nostre comunità, carico di incognite ma anche di opportunità. La nostra Associazione fa riferimento, fin dalla sua nascita, al territorio “Oglio Po”, che si presenta omogeneo per popolazione, tradizioni, cultura, economia, modo di vivere e di parlare. Non a caso negli anni 70 l’istituzione dei Comprensori vide riuniti nel Comprensorio 29 quei Comuni mantovani e cremonesi che occupano questa parte della Regione Lombardia posta tra i due fiumi. La successiva nascita di strutture ed Enti sovracomunali e interprovinciali (pensiamo all’Ospedale Oglio Po in primis, ma anche alla Consulta d’Area, al distretto industriale del legno, al Gal, al Navarolo ecc.) è un’ulteriore conferma di questo dato di fatto. Eppure, questo che si presenta come un territorio unico è tagliato a metà da un’insensato confine provinciale. Crediamo che sia indispensabile e urgente porci qualche interrogativo sul futuro, se è vero che si fa sempre più strada l’ipotesi della fusione delle Province di Cremona e di Lodi, che perpetuerebbe la divisione amministrativa tra Casalaschi e Viadanesi, tra Sabbionetani e Rivarolesi, addirittura tra Spineda e Cividale! Il nostro territorio è cronicamente debole dal punto di vista politico; questa periferica e sperduta landa dell’impero, abitata da gente abituata a lavorare a testa bassa, è stata spesso snobbata e maltrattata, con candidati paracadutati da Roma, con futuri Presidenti che arrivano e ripartono in elicottero, con così poca voce in capitolo da non riuscire ad avere un’autostrada o una tangenziale. Ora, invece, in questa congiuntura temporale, l’Oglio Po esprime alcuni Parlamentari, Consiglieri Regionali e Provinciali. E’ tempo di chiamare tutti a raccolta per cogliere le opportunità che il riassetto delle Province lombarde ci offre. Vogliamo che l’Oglio Po sia riunito in una sola Provincia, per rivendicare il proprio ruolo ma soprattutto per poter mantenere servizi essenziali per la popolazione e per le imprese, senza i quali il nostro territorio si impoverirebbe drammaticamente. Il tempo stringe! Vorremmo che i Consigli Comunali e tutti gli Amministratori di qualunque livello si impegnassero in tal senso; vorremmo che tutti gli abitanti prendessero coscienza dell’importanza del momento storico e facessero sentire la loro voce. Ne va veramente del nostro futuro.

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